Tommaso Pozzato

il suo progetto: Balon Mundial

Cos’è Balon Mundial? Qual è il tuo ruolo?

Balon Mundial è la coppa del mondo delle comunità migranti che vivono a Torino.

Se volessi spiegarla nel modo più semplice possibile, è un torneo di calcio che, come i mondiali veri, si gioca tutti gli anni a Giugno e Luglio (quando i campionati ufficiali sono finiti) ma le nostre squadre nazionali sono tutte composte da migranti che vivono nell’area metropolitana di Torino.

Ovviamente, Balon Mundial, non è soltanto un torneo sportivo, è molto di più: innanzitutto perché per noi il torneo è solo una scusa per far incontrare attorno a un campo di calcio le culture che arricchiscono la nostra città e grazie al calcio riusciamo a coinvolgerne tantissime (solo i giocatori di calcio a 11 maschile sono quasi 800, le donne quasi 200, più tutto il pubblico per un minimo di 32 nazionalità rappresentate). Il torneo diventa quindi un grande luogo di incontro tra culture e identità che in campo scendono portando con orgoglio il proprio background culturale, e fuori dal campo generano un mix di persone e storie che si intrecciano e grazie al calcio creano relazioni tra loro, un aspetto che non è da dare per scontato.

Viviamo infatti una società dove lo stereotipo è noi-italiani e loro-migranti: a Balon Mundial “loro” si arricchisce di dettagli, “loro” si trasforma da un generico e invisibile a un contenitore di dettagli culturali come il continente di provenienza, la nazione e la religione che identifica perfettamente una persona nella sua unicità.

Balon Mundial diventa quindi un luogo dove abbattere pregiudizi e poter conoscere persone di diverse culture, dove creare legami veri. Un esempio? Il più semplice: “sei forte, vieni a giocare con la nostra squadra di club a settembre?”. Nessun pregiudizio di colore, etnia, religione ma la creazione di un legame attorno a una passione, il calcio.

Nel 2007, il torneo ha visto la sua prima edizione e nel 2020, se si potrà, si giocherà la tredicesima.

Dal 2011, oltre al torneo maschile organizziamo anche quello femminile, su richiesta diretta delle donne che volevano poter portare con orgoglio la maglia della loro nazionale.

L’associazione A.S.D. Balon Mundial ONLUS (fondata nel 2012) si propone di promuovere il football4good, il calcio che crea impatto sociale, in particolare sul tema di inclusione sociale, lotta a ogni forma di discriminazione e lotta alle diseguaglianze.

Promuoviamo eventi preparatori a Balon Mundial come Football Communities, il torneo di qualificazione dedicato ai progetti di accoglienza di rifugiati e richiedenti asilo e Aspettando Balon Mundial, amichevoli itineranti per i quartieri delle città per far incontrare le culture durante tutto l’anno ma anche attività formative ed educative che attraverso il calcio promuovono pratiche di cittadinanza per sensibilizzare contro ogni forma di discriminazione (S.EL.F.I.E. È il nostro corso di formazione per educatori sportivi ad impatto sociale, il Football3 nelle scuole e alleniamo con una nostra metodologia specifica anche una squadra di calcio a 11 maschile e una di calcio a 5 femminile, ovviamente multietnica e aperta a tutti e tutte).

Da quest’anno abbiamo anche un focus sull’empowerment femminile grazie al programma internazionale Breaking Barriers promosso da Adidas che ci porterà a supportare la formazione di 5 sport young leader.

Sono Presidente dell’Associazione dal 2013, ma ho iniziato nel 2009 giocando e innamorandomi dell’atmosfera che avevo vissuto attorno ai campi (dentro il campo era stata una vera mattanza sportiva ma comunque entusiasmante, la nostra era una squadra progetto multietnica ma avevamo giocato contro “le nazionali”, con le divise, gli inni, i tifosi, per un appassionato di calcio avevo realizzato il sogno di giocare veramente la Coppa del Mondo).

Nell’edizione successiva mi sono quindi candidato come volontario (continuando a giocare), poi, quando è nata l’associazione, ho chiesto di farne parte (sono ufficialmente un socio fondatore). Dopo qualche esperienza come volontario, come allenatore della nostra squadra di richiedenti asilo e rifugiati e come coordinatore dei volontari, ne sono diventato presidente. Da allora il mio obiettivo è far crescere l’associazione, divulgare il messaggio di cui è portatrice e creare consapevolezza riguardo il fatto che il calcio può essere soprattutto uno strumento educativo: credo fortemente che le emozioni e i risultati che negli anni mi ha regalato Balon Mundial meritino di essere condivise e ampliate a più persone possibili.

Che cosa contraddistingue di più la tua attività quotidiana? Come impatta questo sulla città o Paese in cui vivi?

La mia attività quotidiana in Balon Mundial è cambiata molto negli anni in concomitanza con la crescita dell’associazione. Mi sono sempre occupato, e oggi ancora di più, dello sviluppo dell’associazione e delle sue attività cercando innovazioni che permettessero di aumentare l’impatto dei nostri progetti (ricordo con piacere la creazione della Carta Etica dello Sport di Balon Mundial, i cambiamenti del regolamento per favorire lo sviluppo del fair play e i primi contatti con i network internazionali di cui oggi facciamo parte e che stanno influendo molto sullo sviluppo delle nostre attività e consapevolezza del lavoro che stiamo facendo).

Nella pratica si traduceva nei primi anni in un sano lavoro di volontariato molto “multitasking”, dall’organizzazione del torneo ai rapporti con squadre, istituzioni e sponsor, allenavo direttamente la nostra squadra, scrivevo progetti e molto altro. Questo però mi ha permesso di capire la molteplicità delle fasi e degli aspetti dietro un’attività che attraverso lo sport vuole raggiungere obiettivi sociali e di cambiamento, capendo quanto sia importante comunicare l’idea diversa che il nostro calcio propone.

Abbiamo creato un gruppo di lavoro piccolo ma efficiente e con competenze molto trasversali, e grazie a questo gruppo, oggi riesco ad occuparmi quasi totalmente di trovare nuove soluzioni e consolidare quelle già in essere. Investiamo molto tempo nel cercare metodi per aumentare il fair play e nuovi modi per favorire l’incontro sia tra i giocatori delle comunità sia tra loro e la cittadinanza, sempre promuovendo il concetto di football4good.

Mettere in contatto le squadre e le comunità di Balon Mundial con il territorio è una delle nostre grandi sfide da cui sono nate bellissime collaborazioni: cerchiamo di coinvolgere e di farci coinvolgere il più possibile da enti, associazioni e istituzioni. In questi ultimi anni è stata emozionante la collaborazione con il Museo Egizio, grazie alla Presidente Evelina Christillin che è anche una donna di sport (è l’unica donna nel board di EUFA e FIFA), e a tutto lo staff del Museo che ha sposato e promosso l’idea che la cultura e l’incontro sono la via per superare ogni discriminazione. Abbiamo avuto la possibilità di svolgere l’estrazione dei gironi di Balon Mundial nella sala delle statue del Museo Egizio, un momento di una bellezza indescrivibile: i rappresentati delle squadre e delle comunità e il calcio in mezzo a millenni di storia. E poi l’ingresso per i giocatori di Balon Mundial al prezzo simbolico di 1€, le conferenze stampa, qualcosa di bello e alla fine abbastanza semplice da realizzare ma con un impatto importante per tutti e tutte.

Con quali tre aggettivi definiresti la tua attività da local hero?

Innovativa: perché spiegare in Italia che il calcio è uno strumento educativo e non un business è molto difficile e anche noi dobbiamo superare diversi pregiudizi quando ci presentiamo a terzi. Fortunatamente quando le persone partecipano ai nostri eventi o attività capiscono che è tutto molto diverso, ma l’inizio è sempre in salita.

Emozionante: perché sono di base un amante del gioco del calcio e un goal, una scivolata, una parata mi emozionano sempre. Quando insieme a questo riesci a vedere persone di tutto il mondo che esultano insieme, vite di persone che in qualche modo cambiano grazie ad un pallone, quando accade questo nel modo di pensare, nella percezione di un pregiudizio o di una discriminazione o nelle piccole cose della vita, l’emozione è ancora più grande. 

Performante: perché comunque siamo tutti sportivi, praticanti o con un passato da praticanti e dallo sport abbiamo imparato che lavorando tutti i giorni puoi migliorare sempre e che il traguardo da raggiungere è sempre il prossimo. Applichiamo questa filosofia anche ai nostri progetti, con la fortuna di poterci confrontare sempre con qualcuno di diverso che riesce a farci vedere il mondo in modo diverso spostando sempre il nuovo limite da superare.

Conosci altri Local Hero come te che vorresti suggerire per il progetto?

Muna Khorzom, siriana, attivista dei diritti umani. Ragazza speciale dotata di una resilienza incredibile, trasforma ogni esperienza in un’opportunità per salvare vite umane e promuovere i diritti umani.

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